Cicerchia Secca

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Cicerchia secca (Lathyrus sativus L) la cicerchia dell’alto salento. Appartenente alla famiglia delle leguminose o delle Fabacee . Un prodotto agroalimentare tradizionale italiano. Essiccate al sole del Sud Italia direttamente sulle piante. Per far si che conservi dopo l'essicatura e la sterilizzazione tutti i principali valori organolettici del prodotto. Interrata prima della fioritura, si attendono i tempi necessari per la produzione dei semi. la sua piantagione arricchisce il terreno per le prossime colture, prestata attenzione a non eliminare tutte le radici della pianta dal suolo perché sono ricche di azoto. Oggi la cicerchia è stata “riscoperta” è valorizzata per tutelare la biodiversità vegetale e ambientale.

Pisello d’erba, la cicerchia così chiamata, è una pianta che viene seminata in Ottobre e coltivata nelle pianure dell’alto salento culla della buona cucina mediterranea. Pianta proveniente dal Medio Oriente, legume anch’esso molto antico. Le prime testimonianze sulla sua coltivazione
si dice che, se ne trovò traccia già in Mesopotamia, più di 8000 anni fa. Unica pecca, i suoi semi contengono in quantità variabile (in base al terreno) di una neurotossina, sotto forma di un aminoacido detto ODAP. Ad’oggi si stanno studiando tecniche di coltivazione per ottimizzare il la
coltura del prodotto, per ottenere una più bassa concentrazione di ODAP. Si dice che sia stata correlata al neurolatrismo, una patologia degenerativa che causa la paralisi degli arti inferiori del corpo. Contrarre malattie a causa del consumo di cicerchie è considerato davvero un evento molto raro. Infatti! questi semi conteggono vitamine del gruppo B1, B2 e PP, proteine, sali minerali, fibre, polifenoli, e sono una buona fonte per l’apporto di fosforo e calcio. Tra gli organi interessati troviamo il cervello, in effetti viene consigliata in oligoterapia nutrizionale, per i disturbi della memoria, oppure l’affaticamento celebrale, consigliata a studenti ed anziani. Adatta anche ai vegetariani che tendono a sentirsi deboli ed astenici. E’ consigliato un tempo di ammollo di almeno 48 ore in acqua non salata, prima della cottura in acqua per altre 24 ore, ovviamente
ad alta temperatura e in acqua pulita e salata, per rendere la cicerchia più digeribile e consigliato l’uso della pentola a pressione. Apporta numerosi benefici al nostro organismo se consumata di tanto in tanto. Molto usata anche nelle diete Vegane, ottima la farina che ne proviene, una farina adatta per la preparazione di crespelle, focacce e non solo! si possono fare anche, puree di leguni per contorni, oppure come condimento per la pasta, e tante altre prelibatezze.



Tra le ricette più famose troviamo i cavatelli con cicerchie e salsiccia

200 gr di cicerchie secche
1/2 chilo di cavatelli
200gr di salsiccia
1/2 cipolla bianca
100 gr di vino bianco possibilmete secco
pomodorini rossi
olio extravergine d’oliva,
qualche fogliolina di prezzemolo
peperoncino o pepe (se piace)
sale

Ammollare le cicerchie in acqua fredda e non salata per almeno 48 ore. Il mattino successivo, cuocerle in acqua salata, appena cotte toglietele dal fuoco. A parte, in una padella, fate rosolare la cipolla tagliata a fettine molto sottili nell’olio extravergine d’oliva. Aggiungete la salsiccia a
pezzettini o a fettine e fate cuocere a fiamma alta. Quando la salsiccia risulterà dorata, sfumate con il vino bianco secco, fate evaporare e infine, aggiungete i pomodorini tagliati a metà. Lasciate cuocere ancora per qualche minuto e, poi, aggiungete le cicerchie già cotte. Fate insaporire per una decina di minuti, salate a piacere e togliete dal fuoco. Cuocete i cavatelli, una volta cotti, versate i cavatelli in padella insieme alle cicerchie ed alla salsiccia e fate insaporire il tutto. Nel piatto e, per ultimo, cospargete con del prezzemolo fresco e tritato di pepe.
Servite i cavatelli con cicerchie e salsiccia ancora fumanti.
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Categoria Legumi